it
English

Acciaio verde: cos’è e come si produce

Quando si parla di transizione ecologica, spesso si pensa a settori come l’energia, i trasporti o l’edilizia. Eppure esiste un comparto industriale che continua a essere decisivo per la vita quotidiana e per lo sviluppo economico: la siderurgia. L’acciaio, infatti, non è un materiale “del passato”, ma una delle basi concrete del presente.

Lo troviamo ovunque: nelle infrastrutture che collegano città e territori, nelle reti energetiche e idriche, negli ospedali, nei sistemi di trasporto, nei macchinari industriali e nella produzione di beni durevoli. È un materiale resistente, versatile e, soprattutto, riciclabile. Proprio per questo, il tema non è sostituire l’acciaio con qualcos’altro: il vero obiettivo è produrlo in modo più pulito

Un settore globale, con equilibri cambiatI

Oggi la produzione mondiale di acciaio è fortemente concentrata. La Cina da sola copre una quota enorme del mercato globale, mentre altri grandi produttori — come India, Giappone e Stati Uniti — seguono a distanza.

L’Europa, invece, ha perso parte del suo peso storico nella siderurgia, anche per motivi strutturali e per i costi energetici più alti. L’Italia resta comunque un paese rilevante nel panorama europeo, anche grazie a un modello produttivo che utilizza in misura importante (pur non esclusiva) forni elettrici e rottame, cioè materia prima proveniente dal riciclo.

Le politiche europee spingono verso la decarbonizzazion

Da anni l’Unione Europea sta cercando di ridurre l’impatto ambientale dell’industria pesante, e la siderurgia è uno dei settori più coinvolti. Questo avviene tramite strumenti diversi.

Uno dei principali è il sistema ETS (in vigore dal 2005), che introduce un meccanismo di costo sulle emissioni e incentiva le imprese a ridurle. Più recente è il CBAM (approvato nel 2022), che punta a evitare che la produzione si sposti verso paesi con regole climatiche meno stringenti, assegnando un “costo carbonico” anche ad alcune importazioni.

In pratica, la direzione è chiara: nel prossimo futuro sarà sempre più difficile competere sul mercato senza ridurre in modo misurabile l’impronta climatica dei prodotti.

Cosa significa davvero “acciaio verde”

L’espressione “acciaio verde” può trarre in inganno. Non indica un nuovo materiale, né un acciaio “speciale” dal punto di vista tecnico: è lo stesso acciaio di sempre. A cambiare è il ciclo produttivo.

Il metodo tradizionale basato su altoforno utilizza minerale di ferro e combustibili fossili, in particolare carbone trasformato in coke. In questo processo il carbone non serve solo a generare calore, ma anche come elemento chimico necessario per trasformare il minerale in ferro e poi in ghisa. Il risultato è un ciclo altamente emissivo, con un impatto significativo in termini di CO₂ e di conseguenze ambientali e sanitarie.

L’alternativa più diffusa e concreta oggi è il forno elettrico, che può impiegare rottame ferroso come materia prima. Questo significa partire da un materiale già esistente e recuperato, riducendo il consumo di risorse vergini e abbassando sensibilmente le emissioni. Il beneficio diventa ancora più rilevante quando l’energia elettrica utilizzata proviene da fonti rinnovabili.

Perché la strada è tracciata (ma non automatica)

I forni elettrici rappresentano uno degli strumenti principali per rendere la siderurgia più sostenibile. Non sono una “soluzione magica” da soli, perché la decarbonizzazione completa richiede un insieme di interventi: energia pulita, ottimizzazione dei processi, filiere di riciclo efficienti, logistica, tracciabilità e scelte industriali coerenti.

Ma sono un passaggio fondamentale. E lo diventano ancora di più in un momento in cui la pressione normativa e di mercato sta crescendo: sempre più clienti, soprattutto nei settori industriali e infrastrutturali, chiedono materiali con un impatto ambientale ridotto e documentabile.

PLUSTM: la nostra proposta di acciaio verde per una filiera più responsabilE

PLUSTM acciaio sostenibile con ridotta impronta di carbonio

Per rispondere alla crescente esigenza di materiali con minore impatto ambientale, CPC INOX ha sviluppato PLUS™,una gamma di semilavorati in acciaio inossidabile a basso impatto ambientale pensata per l’industria moderna. Grazie alla capacità del nostro centro servizi di selezionare la materia prima da diversi fornitori, PLUS™ comprende nastri, barre, lamiere e tubi che coniugano prestazioni di alta qualità con una significativa riduzione delle emissioni rispetto all’acciaio inox tradizionale.

Il vantaggio principale di PLUS™ è una carbon footprint inferiore, calcolata secondo lo standard internazionale ISO 14067:2018, che può portare – a parità di prodotto – a una riduzione fino al 90 % delle emissioni complessive di CO₂(Scope 1, 2 e 3 “cradle to gate”) rispetto alla media globale dell’acciaio inox.

Questa proposta si inserisce nel percorso di sostenibilità di CPC INOX, offrendo alle aziende una opzione concreta per ridurre l’impronta di carbonio dei loro progetti senza sacrificare qualità, conformità alle normative ambientali e competitività sul mercato. L’utilizzo di acciai con basso impatto climatico è un elemento sempre più richiesto nelle catene di fornitura sostenibili, contribuendo a obiettivi ESG e a una comunicazione più trasparente verso clienti e stakeholder.

Per noi, acciaio verde significa una cosa semplice: lo stesso materiale, ma un modo migliore di produrlo e sceglierlo.