Come riportato da Il Sole 24 Ore e Ansa.it-Motori, il 2019 è stato complessivamente un anno positivo per l’automotive: le immatricolazioni sono crescite dell’1,2%, che, tradotto in unità, significa oltre 15,3 milioni di auto. La Germania ha fatto registrare il tasso di aumento più elevato (+5,0%), seguita da Francia (+1,9%) e Italia (+0,3%). Dati incoraggianti per il nostro Paese, dove il mercato dell’auto promette di superare la soglia dei due milioni di vetture e crescere del 5% rispetto al 2019, secondo le recenti previsioni del Centro Studi Promotor.

Dicembre 2019 ha rappresentato con un incremento del 21,7% il punto più alto di crescita del mercato. Ma quali sono i motivi che hanno reso possibile questa accelerata? Le ragioni sono da ricercare all’interno dello scenario politico ed economico dei singoli paesi. In Svezia e in Francia, ad esempio, il governo ha annunciato significativi cambiamenti negli incentivi o sovrattasse riguardanti la tassazione dei veicoli di nuova immatricolazione funzionali ai livelli di emissione di CO2. Dal 1 gennaio di quest’anno nei Paesi Bassi sono state aumentate le tasse per le auto elettriche dal 4% all’8%. Questo ha comportato una crescita delle immatricolazioni entro la fine dello scorso anno.

In generale, i nuovi limiti UE alle emissioni di CO2 sulla media dei modelli in produzione per ogni Casa costruttrice (95 g/km) entrati in vigore con il nuovo anno, hanno portato i Costruttori a movimentare i mercati con le auto-immatricolazioni necessarie a smaltire gli stock di vetture che non rientrerebbero più nei nuovi parametri e, dunque, causerebbero sanzioni alle aziende stesse.