Il 2019 ha segnato l’anno di massimo rialzo dal 2014 delle quotazioni del nickel, che ha raggiunto oltre i 18mila dollari per tonnellata. Come già anticipato in chiusura 2019 nelle news del nostro sito, l’Indonesia, primo fornitore al mondo, ha contribuito alla crescita, annunciando la volontà di anticipare a dicembre il divieto di esportazione di minerali grezzi previsto inizialmente per il 2022. Il governo di Giacarta punta infatti a trattenere valore aggiunto in patria e diventare un hub delle batterie. Non stupisce quindi che recentemente il Ministro coordinatore degli affari marittimi e degli investimenti Luhut Pandjaitan abbia annunciato un piano per utilizzarlo massicciamente nelle fabbriche nazionali: «L’Indonesia ha approvato studi di impatto ambientale per le fabbriche per la produzione di prodotti a base di nickel per batterie a Morowali».

Ancora una volta a beneficiarne maggiormente saranno gli investitori cinesi colossi dell’acciaio inossidabile, come Tsingshan Group, che potranno continuare la costruzione dei loro impianti, almeno cinque dei quali sono attualmente in fase avanzata, mentre il governo cerca di utilizzare le sue risorse di nickel per creare un settore integrato. Due degli impianti, che rappresentano un investimento combinato di 2,3 miliardi di dollari dovrebbero essere costruiti a Morowali dai cinesi di Zhejiang Huayou e dai suoi partner, di GEM Co e dal gruppo Tsingshan Holding e dai suoi partner. (fonte Siderweb)

L’obiettivo sembra essere quindi molto chiaro: favorire le fabbriche nazionali, vietando l’esportazione del Nickel e limitando così le forniture agli altri mercati.